{"id":7,"date":"2014-11-10T14:41:19","date_gmt":"2014-11-10T13:41:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santuariosantignazio.it\/?page_id=7"},"modified":"2018-10-01T16:19:26","modified_gmt":"2018-10-01T14:19:26","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.santuariosantignazio.it\/?page_id=7","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<table class=\"contentpaneopen\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" valign=\"top\">Sant\u2019Ignazio nasce in Spagna nel 1491 e fu dichiarato Santo nell\u2019anno 1622. I Gesuiti avevano gi\u00e0 un collegio a Torino ed una piccola casa a Lanzo, ma, chi fece conoscer il santo in queste valli fu soprattutto un sacerdote , il parroco di Mezzenile Don Giovanni Battista Teppati, il quale con l\u2019aiuto del fratello, anch\u2019esso sacerdote, diffuse la devozione a Sant\u2019Ignazio egli innalz\u00f2 anche un altare nella sua rinnovata chiesa parrocchiale. Nel 1626, un invasione di lupi port\u00f2 il terrore nella bassa valle, giacch\u00e9 essi non assalirono solo i greggi di pecore, ma sbranarono alcuni bambini al pascolo che ne tentavano una impari difesa. Si fece allora una novena insistente di processioni e di messe cantate al nuovo santo e i lupi fuggirono nell\u2019alta montagna. I bimbi e le greggi erano li cose pi\u00f9 care di quei montanari, il vederli salvi suscit\u00f2 una grande devozione a sant\u2019Ignazio come protettore dei loro bambini. Fecero allora voto di imporre il suo nome ai primogeniti e decisero di erigergli una chiesa sul monte Bastia, che poteva cos\u00ec essere vista da lontano da tutta la bassa valle, specialmente da Mezzenile, da dove era partito l\u2019impulso alla devozione e suggerire in tal modo l\u2019invocazione al Santo nel momento del pericolo. Sant\u2019Ignazio diede una concreta risposta al loro fervore apparendo, non molto tempo dopo, ( 1630) proprio nel luogo scelto per la futura cappella ad una contadina di Tortore e poi a suo marito. E\u2019 facile immaginare l\u2019entusiasmo si diedero allora alla costruzione della chiesa promessa e il tripudio con cui veniva celebrata in seguito dopo la sua erezione la festa di Sant\u2019Ignazio. A sottolineare maggiormente l\u2019aspetto della protezione sui bimbi, in quell\u2019occasione, quei bravi montanari si prendevano sulle spalle le culle dei figli nati nell\u2019anno e le portavano lass\u00f9. Le allineavano davanti alla chiesa e il sacerdote passava a benedire coll\u2019acqua di Sant\u2019Ignazio tutti i piccini. Si accorsero presto, per\u00f2, che la Chiesa da loro eretta sul modello delle tante cappelle dei loro monti non era proporzionata all\u2019affluenza dei devoti che nel giorno della festa erano parecchie migliaia. Regalarono pertanto nel 10676 la punta della montagna ai Gesuiti nella speranza che costruissero una chiesa \u201cdegna di tanta devozione\u201d. E il santuario sorse in una forma originale: a croce greca, con in mezzo intatta, per un altezza di 5 metri, la punta rocciosa del monte con sopra la statua del santo e addossato alla roccia l\u2019altare. La chiesa aveva quattro porte, una per ogni lato, e un porticato attorno in modo che si evitavano gli ingorghi di chi entrava e usciva nella folla enorme che accorreva per la festa. I devoti compivano processionalmente nove giri attorno alla chiesa ( la novena grande ) e poi nove giri attorno alla roccia centrale ( la novena piccola) invocando l\u2019aiuto del santo e ottenendo grazie e miracoli, raccolti e descritti in libri diffusi in ogni dove e testimoniati con i soliti ex voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Alla soppressione della compagnia di Ges\u00f9 (1773) sembrava che il gran fuoco della devozione dovesse spegnersi. I beni dei Gesuiti passarono ai singoli governi. Ma, il demanio piemontese, dopo pochi anni, nel 1789, cedette il santuario all\u2019Arcivescovo di Torino e questa cosa diede origine ad una interessante trasformazione, che port\u00f2 il santuario ad inserirsi ancor meglio nella spiritualit\u00e0 ignaziania facendolo diventare una grande casa di esercizi spirituali, che, nel giro di pochi anni, divenne una vera fabbrica di santi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Gli iniziatori furono due pii sacerdoti : l\u2019abate Luigi Guala e il ven.Pio Brunone Lanteri. Essi notarono che il luogo, cos\u00ec isolatofra cielo e terra, permetteva un grande raccoglimento, favorito, inoltre, dalla bellezza del posto e dagli stupendi panorami che mettevano a contatto con la natura e col Creatore. Quella devozione poi,cosi viva al santo inventore degli esercizi spirituali, lo rendevano veramente un luogo ideale per essi. L\u2019Arcivescovo di Torino mons. Giacinto della Torre approv\u00f2 l\u2019idea, fece fare dal parroco di Lanzo un primo adattamento e nel 1807 il Guala ed il Lanteri vi predicarono i primi corsi di esercizi. In seguito fu data al Guala l\u2019amministrazione del Santuario. Egli trov\u00f2 generose benefattrici a Torino, dove era rettore della chiesa e dell\u2019annesso Convitto di San Francesco d\u2019Assisi per i giovani preti, e, a poco a poco, anche ad opera dei successori, si costru\u00ec a semicerchio attorno al santuario una vasta casa capace di 90 letti, ben arredata con mobili in stile neoclassico, e si apri perfino, sempre a spese del santuario, la strada di tre miglia, per potervi accedere da Lanzo, che fu la prima carrozzabile aperta in valle\u2026..<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Nel 1947, la gestione del santuario, tenuta fino ad allora dai rettori del Convitto Ecclesiastico Torinese, pass\u00f2 ad una associazione diocesana, intitolata a San Massimo\u2026\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dopo il CVII, il gruppo del Santo e degli angeli, che troneggiava nel mezzo della Chiesa, fu spostato al fondo e,sulla roccia viva del monte, fu posto il nuovo altare volto al popolo, che cos\u00ec \u00e8 diventato il vero centro del Santuario\u2026\u2026..<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">( tratto dall\u2019opuscolo sul Santuario di Sant\u2019Ignazio di Mons.Giovanni Pignata che fu Rettore del Santuario per lunghi anni)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il Santuario ha ospitato i grandi santi e beati torinesi, tra i quali San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cafasso, San Leonardo Murialdo, i beati Giuseppe Allamano, Michele Rua, Federico Albert, Clemente Marchisio, Francesco Fa\u00e0 di Bruno e tanti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dal 2013 Il Santuario e l\u2019annessa casa di spiritualit\u00e0 sono gestite da un Direttore (sacerdote diocesano) con la collaborazione di alcuni Diaconi permanenti della diocesi di Torino<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"article_separator\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sant\u2019Ignazio nasce in Spagna nel 1491 e fu dichiarato Santo nell\u2019anno 1622. 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